Terremoti politici e naturali: è ora di ripartire

Se incontri uno che dopo aver votato NO al recente referendum ti sa dire come modificherebbe la Costituzione e con quale maggioranza, fammelo conoscere. Se senti di un modello elettorale capace di raccogliere una larga maggioranza fammelo sapere. Eppure, anche dopo la sentenza della Corte sull’Italicum, il Parlamento potrebbe-dovrebbe battere un colpo !

La proposta di riforma costituzionale poteva avere dei limiti, ma chi saprà di nuovo far votare al Senato che esso deve cambiare? La scadenza del 4 dicembre poteva aprire una nuova stagione o lasciare tutto come prima: ha vinto la seconda ipotesi e ora indecisione e inerzia caratterizzano il ceto politico. Con un rimescolamento delle carte: chi accusava di voler fare il Partito della nazione tende oggi a volere la Grande coalizione. Metamorfosi di parlamentari scelti con le liste bloccate del Porcellum che temevano ‘il combinato disposto’ di una legge elettorale che ormai non esisteva più.

Se ne sono accorti velocemente i mercati internazionali che ci declassano primariamente per la nostra incertezza politica sul futuro. Nel frattempo le bufale sono diventate ‘post-verità’ per ridursi poi a menzogne negli algoritmi delle nuove tecnologie. Bufale capaci di influenzare opinioni e risultati.

Il Paese è oggi più debole in un quadro internazionale dove l’auto sufficienza della Brexit viene corroborata dalla vittoria di Trump ‘comprensivo’ con Putin, scettico con un’Europa che si presenta divisa e litigiosa. Al suo interno, Paesi che si sono resi indipendenti dall’URSS -usando l’UE come difesa ma anche come bancomat- sono restii a sentirsi comunità e si difendono dall’immigrazione con reti e muri. Un quadro disperante? Non è detto! L’Europa potrebbe accorgersi che è ora di tornare e di risentirsi unita evitando di farsi sfogliare come un carciofo dall’<America first !>; l’Italia -scossa anche dai terremoti- potrebbe imparare da lì che la vita viene prima delle contrapposizioni.

Non si può riavvolgere il tempo, tanto vale impegnarsi per il futuro. A partire da un’area di ispirazione cristiana che invece di dare sponda all’antipolitica -o dignità intellettuale al contrasto di ogni ipotesi di aggiornamento costituzionale- potrebbe ripensare alla propria eredità culturale per progettare il futuro.

Ci proveremo anche con il Sicomoro.

Paolo Danuvola

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