In cammino verso Monza

Paolo Faccini è stato un ROL della Parrocchia S.Giovanni Evangelista di Milano nell’incontro con il Papa a Monza. E’ stata impegnativa l’organizzazione del gruppo parrocchiale prima e del cammino per arrivare poi a Monza? Mi ha aiutato l’esperienza del 2012 con Papa Benedetto XVI. La cosa più impegnativa è l’imprevisto e l’indecisione di chi si iscrive e poi, per vari motivi, declina l’iscrizione. Non è semplice in quanto si devono prendere delle decisioni, come ad esempio prenotare un autobus o un treno. La parte organizzativa per arrivare a Monza è invece andata molto bene, ci si aiuta, basta avere alcuni accorgimenti come avere dei capogruppo e dei segni distintivi che possano permettere di stare uniti. Il gruppo collegato sul cellulare ci ha facilitato. L’unico contrattempo è stato al ritorno, la difficoltà di smaltimento dei pellegrini alla stazione di Monza, che ha creato, con qualche momento di tensione.

Una delle cose che più ha impressionato è stato il convergere di folla verso il punto di incontro con il Papa. Non è strano questo bisogno di incontro umano e religioso in una società secolarizzata? È vero, Papa Francesco ha una comunicazione diretta che “entra” nel cuore delle persone. La cosa che mi ha davvero sorpreso per il nostro gruppo è stato l’elevato numero di persone che erano “esterne” al mondo parrocchiale. Io non le conoscevo, eppure sono state con noi, hanno vissuto insieme a noi questa giornata. Questo è stato un aspetto davvero significativo per me. Ci hanno ringraziato molto. Credo la Parrocchia abbia svolto bene il suo lavoro aggregativo.

Come gruppo parrocchiale come vi siete sentiti? Cosa hanno portato a casa i partecipanti? L‘incontro avrà una ricaduta sulla comunità locale? Da parte di tutti l’esperienza di incontro con il Papa era anche l’esperienza di vivere un momento di fede insieme. Camminare insieme, portare il nostro striscione, conoscerci lungo il percorso, sono state cose belle e importanti. È un momento di fede feriale particolare ma non per questo meno efficace. Tutta la giornata, dalle 9,30, alle 20 è stata importante! Andare incontro al Papa come comunità è stato molto bello. Credo ci sia un importante insegnamento per le Comunità Parrocchiali: bisogna aprirsi ancora, con più convinzione! Non lo si fa abbastanza. Ho visto tante persone nuove, ma sono persone da conquistare. Noi non siamo il Papa, purtroppo il fatto che ci conosciamo non va a nostro vantaggio. Sembra come ci siamo detti già tutto, e non abbiamo nulla da scoprire gli uni degli altri.

Vuoi sottolineare un aspetto che ti rimane personalmente? Devo dire che mi è piaciuto molto lo stile e il modo con cui il nostro Arcivescovo ha accompagnato il Papa. Criticato e giudicato da molti, me incluso, mi è sembrato invece un pastore attento e premuroso. Al fianco del Papa è stato discreto ed ha saputo “avere cura” che tutto andasse bene.

(PD)

 

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